Notte dell’equinozio
Ultimo appuntamento alla Balma per quest’anno. C’è molta foschia quando arriviamo su, le montagne di fronte sono biancastre e il cielo è lattiginoso.

Dopo cena usciamo nel piazzale ad aspettare il passaggio del satellite UARS della NASA che sta per rientrare fuori controllo nell’atmosfera. Le previsioni indicano un passaggio in serata sui nostri cieli prima di cadere nel Nord Italia (Piemonte compreso). Stiamo fino alle 22.15 ad aspettare ma nulla passa (a parte decine di aerei e qualche meteora). C’è parecchia umidità e il cielo è molto lattiginoso. La temperatura, sorprendentemente, è gradevole.
Nel frattempo ci raggiunge Claudio, cala l’umidità e il cielo migliora. La Via Lattea è perfettamente visibile dal Perseo al Sagittario che sta tramontando. Il doppio ammasso di Perseo, nonostante sia basso, e la Galassia di Andromeda si vedono benissimo ad occhio nudo.
Montiamo gli strumenti davanti alla chiesetta. Il mio telescopio funziona bene tutta la notte. L’allineamento riesce al primo colpo. Punto nella zona del triangolo, ad Est di M33 e spazzolo pagina 92 dell’Uranometria, andando ad osservare tutte le galassie non ancora viste. Sono quasi tutte relativamente piccole e deboli, ma alcune riservano piacevoli sorprese. Come NGC 798 e NGC 865, entrambe di forma allungata, con il centro più luminoso, o NGC 855, estesa, con il nucleo più luminoso. NGC 653 è una bella “edge on”, con il bulge in risalto. NGC 669 appare molto allungata, luminosa ed estesa. NGC 753 ha un aspetto leggermente ovale, con i bordi sfumati. Ma l’osservazione della serata se la aggiudica UGC 1281: di primo acchito all’oculare non si vede nulla.
Guardando con attenzione, comincio a vedere una striscia di luce, sottile e molto lunga, con colorazione uniforme. A metà altezza, leggermente a Est, intravedo un debolissimo batuffolo di luce che identifico, la mattina dopo sul Megastar, come CGCG 503-27, di magnitudine 15,9! Con questa bella galassia completo pagina 92.
Faccio una breve pausa. Orione si è alzato abbastanza sull’orizzonte, sopra il Monte Fantino, così punto M42. Con il 17mm è uno spettacolo: il seeing è favoloso, il trapezio sovrapposto alla nebulosa è perfettamente visibile. Le sfumature di verde non si contano, le parti scure che si sovrappongono le danno un aspetto tridimensionale. E’ immensa, meravigliosa.
Dopo questa “botta di vita”, ripunto deboli galassie in Orione e Balena. Claudio comincia a smontare il suo telescopio per tornare a casa. In Ariete osservo un altro paio di galassie, poi non riesco più a vederne una. Possibile che siano così deboli? Sono tutte NGC, e questa notte ho fatto osservazioni moooolto “deep sky”. Lo specchio primario è asciutto, l’oculare, che ogni tanto si appannava, è asciutto. Mi guardo intorno, l’umidità è di nuovo aumentata e il Fantino appare lattiginoso. Il cielo è ancora buono, intorno a Giove non c’è traccia di aloni. Da dietro la collinetta spunta una piccola falce di Luna che schiarisce il cielo, permettendo di vedere una leggerissima velatura che sta sopraggiungendo. A questo punto decido di fermarmi e mi accorgo che ho il secondario completamente appannato: ecco perché non vedevo più nulla! Smonto lo strumento, fradicio d’acqua (pure il telo di copertura del tubo era imperlato di gocce d’acqua!) e per le 5 sono a nanna sotto le coperte.
La notte è stata molto soddisfacente. Il cielo è rimasto limpido nonostante l’andirivieni dell’umidità e abbiamo potuto ammirare la Via Lattea invernale, più debole e difficile da osservare rispetto a quella estiva.
Quando ci svegliamo, verso mezzogiorno, siamo immersi nella nebbia. Questa sì che è soddisfazione.
La giornata di sabato è nuvolosa, con nebbie che vanno e vengono, situazione che non cambia alla sera. Le previsioni ci hanno azzeccato in pieno.
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